“A volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane.”
Se le parole di Italo Calvino sintetizzano quanto svelano oggi le neuroscienze: “(…) Fino a ventuno o ventitré anni, il lobo frontale (la struttura frontale che ci permette di prendere buone decisioni, essere giudiziosi e cauti, avere autocontrollo e affrontare i problemi in modo responsabile) non è completamente sviluppato”, Matteo Lancini azzarda invece: “Credo che serva più che mai una scuola che aiuti gli adolescenti a raccontarsi, a narrare le proprie storie, a effettuare collegamenti tra sé e ciò che gli accade, a dare senso, significato agli eventi della propria vita e agli eventi che li circondano, a farsi domande utili, a favore di sé e del proprio percorso di crescita.”
C’è un laboratorio dedicato agli adolescenti in Vico Vegetti 8/1A
L’adolescenza è un’età complessa, certo, piena di sfide, curiosità e contraddizioni. Spesso, davanti a un ragazzo o una ragazza, la prima reazione è concentrarsi sui problemi: comportamenti difficili, conflitti, demotivazione. Ma cosa succederebbe se provassimo a cambiare prospettiva? Se provassimo ad accompagnare i ragazzi con maggiore consapevolezza, trasformando momenti difficili in opportunità educative, e mettendo in atto modi di stare con loro non giudicanti, privi di etichette, ma valorizzando ciò che è già vivo dentro ciascuno?
È proprio questo che cerca di fare Il nostro progetto impegnandosi a incontrare i ragazzi e le ragazze in un laboratorio dinamico e esperienziale ispirato al metodo maieutico ideato da Daniele Novara basato sull’ascolto attento e autentico, capace di cogliere tutto ciò che c’è in un adolescente. Le nostre attività puntano infatti a creare spazi di parola in cui le tensioni diventano occasioni di crescita, i conflitti stimolo di dialogo, e i dubbi e le perplessità punti di partenza per scoprire risorse nuove.
Il ruolo del counselor maieutico
Il nostro laboratorio mira a sperimentare una modalità di apprendimento attiva e collaborativa, dove i ragazzi, stimolati da un counselor che organizza situazioni ad hoc, imparano facendo, sperimentando e risolvendo problemi concreti attraverso l’esperienza diretta. Basato sulla pedagogia maieutica, questo metodo concepisce l’errore come opportunità di crescita, promuove il dialogo e l’autonomia, si concentra sul ‘fare esperienza’, per costruire conoscenze condivise e significative. Le carte dei conflitti e le carte Dixit vengono utilizzate in modo maieutico durante le attività di laboratorio, oltre a commentare letture di parti di libri, di testi di canzoni, di articoli di giornale per riflettere insieme sulle questioni legate al bullismo e alla violenza giovanile, con l’obiettivo di lavorare sul concetto di carenza e competenza conflittuale. Strumenti come la domanda maieutica come mezzo di comunicazione efficace, permetterà di coinvolgere i ragazzi in maniera dinamica e riflessiva.




